Come abbiamo imparato negli ultimi anni, durante e dopo la crisi sanitaria che ha coinvolto tutte le nazioni del mondo, la pulizia degli ambienti, degli oggetti e della persona è uno dei fattori più significativi di riduzione del rischio di contrazione di infezioni.

Ovviamente, tale regola è tanto più vera tanto più si frequentano ambienti affollati e con uno scarso ricircolo d’aria: a parità di patogeno, è molto più difficile ammalarsi frequentando un parco pubblico rispetto a frequentare un cinema, una palestra o un negozio affollato.

Questo perché la maggior parte dei patogeni che sfuggono a disinfezioni inaccurate sono veicolate dall’uomo, che ne è portatore – consapevole o non e può diffonderli attraverso i propri contatti sociali quotidiani.

Precise, accurate e regolari operazioni di disinfezione eliminano i microorganismi patogeni dalle superfici, dagli ambienti, dagli oggetti con cui veniamo a contatto ogni giorno, limitando in buona misura la possibilità che essi si riproducano, diventino troppo numerosi e inizino a costituire un pericolo per la salute, specie dei soggetti più deboli come i neonati, gli anziani o le persone con malattie croniche.

Ogni categoria di microorganismo patogeno ha vie di accesso al corpo umano o animale privilegiate sulle altre. Alcune, come E. Coli o i Rotavirus responsabili delle infezioni intestinali, prediligono il contatto tra feci e alimenti o acqua potabile. Spesso l’infezione si innesca a partire da una scorretta o assente igiene delle mani dopo aver usato il bagno: toccando il viso, la bocca, gli occhi o il cibo durante la preparazione, è possibile trasferire facilmente gli organismi e dare il via ad una sequela di casi.

Altri, come i Coronavirus responsabili di influenza, raffreddore o Covid-19, si diffondono molto facilmente con il fenomeno dei Droplet, cioè minuscole gocce di saliva ed espettorato prodotte durante i colpi di tosse, gli starnuti, le conversazioni.

Se non viene rispettata una distanza minima tra le persone – generalmente è indicata quella di un metro, un metro e mezzo – è molto facile inalare le goccioline prodotte da qualcuno nelle vicinanze, o esporre qualcuno a quelle prodotte da noi. Le gocce si posano anche sugli oggetti, e se non correttamente igienizzate, in particolari condizioni ambientali, possono conservare il proprio potere infettante per alcuni minuti, ore o giorni (attenzione: in circostanze normali, per esempio all’aperto, raggi ultravioletti, vento e agenti atmosferici inattivano rapidamente i patogeni; meno probabile è che ciò avvenga al chiuso o dove manca una rigorosa routine di sanificazione).

Altri patogeni, come le spore di muffa o i funghi, si sviluppano in particolari condizioni ambientali, generalmente contraddistinte da temperature e umidità elevate: essendo volatili e leggere, queste particelle possono venire inalate facilmente o venire a contatto con le mucose e causare irritazioni e infiammazioni. In tutti i casi, una corretta procedura di disinfezione e sanificazione, ripetuta frequentemente e con i giusti prodotti e tecniche rende facilmente inattivi i microorganismi, che non possono riprodursi e dunque diventare un pericolo per la salute: ecco spiegato perché è così importante conservare una routine di pulizia tanto più rigida e severa tanto più l’ambiente in cui si vive o si lavora è esposto ad un rischio di natura biologica e sanitaria.

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